martedì 28 dicembre 2010

Reload



La mia inquietudine si tinge di blu notte,
ed avvolge eventi e luoghi già stanchi
la voglia di corre e gridare
giace sotto un manto di ghiaccio pece
come colore di un arcobaleno senza luce...
i fantasmi che mi inghiottono
non hanno nome,
quando ritornerà il sole
troverà inerme cuore fermo
orologio senza pila
senza Stelle
...
a ripetere
si sentirà solo un click
di un infinito reload.

Corrado
29/12/2010

venerdì 10 dicembre 2010

RIFLESSIONI D’AUTUNNO A VENIRE (2004)

- I –


Ho cominciato a copiare
foglie secche e sassi
prima che il vento diventasse umido…
oggi il mare mi bagna i piedi,
ma vorrei aver taciuto.


Il sapore di una gomma americana
allevia la tristezza di una notte
e nel cielo scorgo lampi di luce
o forse…
ho solo denti più bianchi.


Da piccolo giocavo coi soldatini,
perdevo sempre… apposta
per non sentirli gridare (-un gioco scemo!-)
“un perdente non è importante”
si mescola con la folla…
ed ora che ho scritto
senza parlare affatto
mi credono poeta, quindi vincente
ma non ho mai vinto,
non lo so fare (dovrei gridare).


Ho il simbolo del successo
disegnato sulla lavagna magnetica
è meglio che inizi da li
a rimettere a posto le cose…
presto si dimenticheranno
della mia faccia stampata sul giornale…


- sto già cogliendo nuove foglie da copiare –


- II –


I ciarlatani
mi guardavano come un babbeo
che si mangiava le unghie,
e giocavano a morra
sulla passerella della nave…
a bordo li ho visti ubriachi
di schiuma di birra
davanti le porte dei bagni
che ci dovevi passare su…
ora il traghetto lo prendo in costume
solo per Giglio Porto,
ma come allora
sono il ragazzino che si mangiava le unghie
anche se dormo poco la notte
per parlare di me…


Perché lo faccio?
Potrei guardare grande fratello
come tutti,
ma mi annoia… mi annoia a morte
come il sax lagnoso
che sta girando sul mio piatto…


vado via… vado via stasera
forse sono solo stanco.


- III –


Oltre ogni tempo…
oltre ogni increspatura sulla mia mano
nel ricordo di attimi non spesi
ho confezionato schemi e tracce
per rendere sicuro il sentiero
dimenticando i tratti somatici
della vita.


Ho chiuso per troppo tempo
l’anima nel cassetto
ignorando il suo bussare
e il vedere la vita come una gara
non mi ha aiutato.


La vetta Vettore non è facile
la neve su ciottoli molli
rende pesanti i passi
e lo spettacolo in vetta è deludente
tanto da dire…
“chi me lo ha fatto fare…”
Poi a distanza di anni
ne senti il gusto del ricordo
che riempie di nostalgia;
Così è spesso la mia vita
senza accorgermi che è bella
ne guardo gli spigoli.


Oggi la nebbia bassa
ha reso l’alba un mare sopra gli alberi
e l’ho trovato splendido…
…”magari sul vettore
bastavano scarpe migliori”.


- IV –


Negli oscuri presagi
si spengono le cicatrici della vita;
per porta rotta il cuore,
per scrigno il mare
e le memorie divengono presente.


Vincere sempre
ho ripetuto al ragazzo timido
non cedere mai alle difficoltà…


Poldo era lì come ogni giorno
ad aspettare una carezza
e la ragazza bionda ci parlava,
lo baciava e si lasciava leccare.
Poldo è lì come ogni giorno
che aspetta una carezza
…gli basta!


Non vittoria ma gioia…
non vittoria ma gioia…
vado ripetendo ora al vento,
attenderò anch’io una carezza
assieme a Poldo


- V –


Uno strano pentagramma
di note mai ascoltate
incalza e mi fa ascolto
mentre parole di speranza
si sovrappongono.


Eravamo scaltri e furbi
ma non ho saltato la fontana;
Max non aveva paura mai
e bagnato piangeva freddo
sotto il paltò.


Essere prudenti sempre
vale solo per me,
negarsi esperienze tristi
è vivere poco!


Vorrei tornare indietro
e fare quel salto
anch’io

(com’è freddo d’inverno
…aspetto e… verrà!)

 LE FOGLIE SECCHE


Poche macchine sfrecciano veloci sulle strade vuote quasi come se hanno fretta di passare di la…
Le foglie caduche hanno già cominciato ad imbrattare il selciato creando un mantello e vengono sollevate in rivoli quando le gomme veloci le calpestano. Io sto bene lì, in quella terra di mezzo sospesa tra la città e la campagna. Una terra di nessuno che va bene per rilassarsi e restare solo con la malinconia. È un malessere che non riesco a dimenticare, forse indispensabile per me e non riesco ad immaginarmi senza esso. La ragazza coi capelli rosso rame percorre la mia strada al contrario e quando la incontro mi sorride senza parlare. Un cenno di saluto basta per creare un intesa silenziosa…
Mi dirigo verso il fiume mentre la notte si fa sempre più presente. Il fiume mi accoglie col suo lento scorrere e le acque limpide. Un masso sulla sponda diventa il mio sgabello per tirare sassi in acqua e raccogliere ramoscelli umidi. Ogni tanto intravedo il rapido guizzo di un pesce. Pochi minuti ancora e poi l’unica luce in cielo verrà dalla Luna e dalle stelle. Quando ero piccino attraversavo questo fiume con le ciabatte di plastica e c’erano tanti pesci piccoli e pescatori silenziosi.


A volte mi fermo a ricordare eventi del passato perché nel presente mi trovo spesso a disagio e nel futuro non posso andare. Ma è pensando al passato che si progetta il futuro.
Da piccolo mi lasciavo vincere dai bambini gradassi e per il fisico debole e per la malattia, non venivo mai considerato uno di loro o al limite mi sopportavano. Ho capito tardi che in me c’era la capacità di intuire gli umori di chi mi stava accanto e le ferite si sono accumulate col tempo fin che un giorno decisi che era ora di iniziare a vincere. A distanza di anni tiro inevitabilmente le somme e di progressi ne ho fatti molti, tutti da solo, a volte ho vinto, altre ho perso, ma ora ho più esperienza. Questo schematizzare la vita però non mi ha permesso di fare alcune esperienze per paura di sbagliare e quindi perdere.


Lontano si sentono dei cani abbaiare e un movimento di animali, forse uccelli, tra le fronde.


Ora cerco di superare questo modo di vedere la vita e mi lascio andare a ciò che viene, anche se ancora ho molti schemi da superare…. certo è che la gioia di vivere si raggiunge con la piena consapevolezza di se stessi.
Quante cose mi piacerebbe fare se avessi tempo e soldi, ma anche così, con pochi soldi, mi basterebbe avere solo più tempo, perché quando abbandoni gli schemi del “non sono capace” vorresti recuperarlo assieme alle occasioni perse per averci rinunciato.


In cielo ci sono le Stelle ora , lascio il fiume e percorro ancora la terra di mezzo per tornare al mio veicolo.


Il tempo lascia cicatrici addosso, ma se le guardi bene ti accorgi che sono servite e vorresti fartene altre perché esse sono le esperienze.





domenica 5 dicembre 2010

Mostri nella notte



Ci stanno guardando bimba…
ci stanno riuscendo a cavarci l’anima…
hanno occhi grandi che tutto vedono
hanno mani e artigli enormi…
ci stanno uccidendo bimba…
piano piano come il sangue che cola
mostri che nella notte
ci stanno sopra…
mostri del colore del buio…
di giorno il sole li tiene buoni
ed hanno facce che conosciamo
ma di notte sono incubi e presagi…
ho un pugnale ed un cuscino
si chiamano poesia e preghiera…
li porto con me e li dono
a chi incontro nel cammino…
oggi bimba
li dono a te.

Corrado
11/10/2006 (da L'eco dei miei passi)


domenica 28 novembre 2010

Le Stelle



Io,
sperduto viaggiatore
in fuga da Nettuno
porto quel buio solitario con me

Esploso nell’inizio dei tempi
ho rincorso l’immortale certezza della fuga
seguito da particelle di materia
che sono state la mia musica…

Le Stelle
rifulgono anche senza di me
e si fanno notare
di più nel buio.

Corrado Muti

Anime perse


venerdì 26 novembre 2010

Il rio pio



Evanescenze portate dal vento
si fanno sottili dimore
delle speranze,
macchiano di trasparenza
le esperienze del vivo
ed esso s'affonda nel nulla...
Rituali infiniti
scacciano la ragione della morte
e occludono la vista del devoto
perchè non abbia paura
di precipitare.

Corrado
14/06/2006


lunedì 8 novembre 2010

Disincanto




Lei è li
sorride con occhi d’acciaio
riflettendo le mie emozioni.
Disincanto e delusione
sono facce della stessa medaglia
che porto al collo
e la parola amore
diviene polvere
che copre inutilmente le mie mani.
Lei è li,
seduta su di un trono di silenzio
che inneggia solo a “non è vero”
rifiutandomi l’anima
perché non ha confini.

Ma dimmi quando…
quando questo muro crollerà?

Corrado
15/09/2007

domenica 7 novembre 2010

Anima d'acciaio


Un’anima d’acciaio
taglia ombre nette contro il sole
dividendo la luce in bianco e nero…
è il dualismo fatto vita,
per lei non esistono vie di mezzo
ma solo buio e luce,
buono e cattivo,
giusto e sbagliato…
Un anima d’acciaio
non sa distinguere i colori nel suo universo
brucia di giorno
e di notte ha solo freddo
lei non sa
quanto giusto calore possa dare il legno
perché lo sa solo tagliare.

© 23/08/2007

sabato 6 novembre 2010

Deserto dopo te



Macererò i miei giorni nel tuo ricordo,
spegnerò tutte le speranze di rivederti
per camminare in queste valli distanti...
incaricherò le mie mani in mille lavori
e strapazzerò la mia mente con nuovi problemi
perchè tu eri la mia unica gioia e speranza...
ed ora che sei andata via,
dove neanche il vento non può raggiungerti a parlarti di me
anche le mie lacrime sono giaccio secco
sintomo del deserto che m'ha riempito
dopo di te...

venerdì 5 novembre 2010

Peccato originale




E ti fermi,
sussurri e gridi
e sospiri…

Dopo l’ottimismo le lacrime,
dopo la passione il freddo sulla pelle…


Ho ancora un bacio inesplorato
per inebriare i tuoi sensi,
ho ancora un fuoco ardente
per portar via le tue paure…


Ma tu baciami,
offrimi il tuo ventre,
spogliami dell’orgoglio,
incendiami di piacere…

Sarò io
il tuo peccato originale.
e tu…
la mia voglia d’annegare.


 
© Corrado Muti 2008

lunedì 25 ottobre 2010

Senza Sole



Di quella speranza disciolta in un vaso di fiori
creato con amorevole compassione
ne resta poca a bagnarmi le dita.

No, non saranno le urla sommesse
dell'errore passato
ad accompagnarmi ancora...

Non andare, non andartene via,
avrei voluto gridare
ma la voce si spegneva
dietro vetri battuti dalla pioggia...
e il motore tossiva anche lui
trascinandomi lentamente lontano...

Non andare, non te... non Te...
ma erano rimasti solo i miei pensieri a gridare
qualcosa che mi uccideva
qualcosa che ingoiai e
che ora vorrei sputare.

Corrado

sabato 9 ottobre 2010

Dal Petalo di una Rosa



Le luci spente
un corpo nudo sul divano
senza pensieri più,
dischiude tra le sue gambe
quel fiore reciso...
Or che non c'è più il silenzio
s'ode ancora il suono lontano delle campane
lente,
piene di rimpianto...

Torna alla terra come una goccia di rugiada
scivolata dal petalo di una rosa.

domenica 3 ottobre 2010

Narciso e Boccadoro


senza madre non si può amare…
senza madre non si può… morire.


Mi sento stupido e solo
colui che ha lasciato il convento conosciuto
per avventurarsi nel bosco
e come Boccadoro
ho lasciato indietro Narciso e l’ho anche odiato
per le sue stupide regole.

Occorre credere in qualcosa
avere una madre che si prenda cura di te
è più facile così.

La libertà si paga cara
anche se ti fa amare donne che puoi vedere e toccare
alla fine ti lascia solo, stanco e confuso…

Narciso, la noia che ti permette di vivere
Boccadoro, la libertà che ti fa smarrire.


Corrado
29/07/2006

Prendimi come sono

Ecco… un uomo che sta sempre serio e ora resta sconcertato dai miei pensieri… ecco… pensa che io abbia dei seri problemi mentali, solo perché ho paragonato la sua serietà al gioco dell’apparenza. Ma quello che è, è…
Così questa sera riscopro, o per lo meno ricordo, che cos’è sempre stata per me la poesia e perché non mi piace Leopardi, o almeno mi piace poco… la poesia è una vibrazione, una sinfonia che si accorda con l’anima, qualcosa che se la canti dentro di te ti spacca in mille baci ed effusioni da voler ritrasmettere ad amplificatore… e se ti scoprono che canti una canzone della Pausini a palla, ti pigliano per un sempliciotto. Si… forse è proprio così, quella vibrazione che accorda l'anima è semplicità e non serietà. Ecco perché la costruzione artificiosa che stavo commettendo in questi ultimi tempi non mi dava nulla… non sconquassa il cuore in mille baci.


 
Prendimi come sono…
Sono luce che scalda nel silenzio della sera,
un vulcano che non ha mai imparato a non bruciarsi
un gabbiano che sa solo volare…
prendimi così.. come poesia,
come gemma che sboccia dentro di te,
sussurro di vento un poco fresco,
pazzia infilata sotto le dita…

dimmi che sono semplice
come le parole che germogliano se vorrai
dentro di te…
come la notte che semplicemente
sostituisce il giorno nel suo turno…
fammi sentire ancora che hai bisogno di me
di queste parole che nulla voglio dire di più
di quello che direbbe l’universo intero…
disegnerò… disegnerò ancora mille stelle
che se vorrai… se lo vorrai
saranno il tuo personale cielo.
ma… anche io ho bisogno di te…
ho bisogno di vivere, respirare,
camminare a fianco di questo fuoco che brucia…

Non sarò io a spegnerlo… mai!


Corrado
25/04/2007

 

mercoledì 29 settembre 2010

Incontrerò sempre qualcuno che ride di me, è il mio destino.
Mentre leggevi quelle parole uscite dal mio cuore, facevo fatica a sorridere per non emozionarmi, perché sapevo che era inutile. Non pretenderò mai che il suono dell’anima possa piacerti o piacere a coloro che negano alla propria anima d’esistere. Il sole ha la brutta abitudine di sorgere lo stesso, comunque la si pensi in proposito. C’è chi sa scorgere nella sua luce, mille sfumature diverse e nelle sue ombre, interi universi paralleli. Ma tu non vai più in la del piatto in cui mangi e questa cozzaglia di parole ti sembrano solo tristi momenti di un pazzo. Forse è così, forse hai ragione tu, ma almeno non ridere della mia pazzia, non ti chiedo più di questo.
Ho poco tempo per vivere di poesia, passo tutto il giorno a riempire il mio piatto, ma la mia anima ha sempre più fame e non la posso ignorare come fai tu.
Siamo diversi, come può esser diverso un sasso da un lago, non chiedermi perché, rideresti della mia risposta.

Corrado
04/03/2007

sabato 18 settembre 2010

Passo per passo



Segretamente dondolante
incerto su ogni passo
non darlo a vedere
e sorridere con lacrime dentro,

ardentemente divenire luce
illuminante il nero
ma ingoiare buio
nascondendo le labbra,

ed essere comunque romantici
conquistatori di stelle
anche senza le ali
per volare da esse.

Rispettare l’ordine del capitano
per andare avanti,
"ad ogni passo
un passo seguente!"

© 13/02/2007

venerdì 17 settembre 2010

Pensandoti


>

Poesia letta magicamente da Roberta Calce


Domani è troppo tardi per amare
oggi, troppo presto…

E guardo i tuoi occhi cambiar colore
mentre mi parli dei tuoi sogni…
e ascolti la mia voce parlare
della notte che non sai vedere…

Oggi è troppo tardi per sperare
domani, troppo lontano…

E metti le tue mani sui miei occhi
poi chiedi a cosa penso
e, baciando le tue dita rispondo
“a Te”.

lunedì 6 settembre 2010

Il mestiere di poeta






Ecco…
Parole scivolano lungo strali
e arabeschi di vita,
puntigliose e vaghe, talune e tal altre
si uniscono nell’officina dei sentimenti
e mescolate in versi
profondono poesia…



or odo
or no,
or dico
or taccio…
e giocando con le parole
compongo versi
che esso è …il mio mestiere.

sabato 4 settembre 2010

I migliori del mondo



Com’è triste l’abbaglio che viviamo
nelle terra che calpestiamo…
“Mondo”…
un duro sudario
datoci in cambio del nostro cuore…

per quanto tempo dovremo morire ancora
prima d'imparare a vivere?

Poi siam logici pensatori
matematici calcolatori
senza pietà verso altri simili a noi
e ci crediamo migliori
senza pensare che se
tutti noi siamo migliori
non esistono i peggiori…

Siamo stupidi
i migliori stupidi del mondo.

giovedì 2 settembre 2010

Le mie stelle


>

Poesia letta magicamente da Roberta Calce

Le mie mani ti cercano...

Quel ballo nella notte
in una piazza vuota...
te lo ricordi?
Abbiamo girato per negozi
mangiato caramelle
inciso panchine di legno con cuori affiancati
trafitti dalla stessa freccia...

E le mie mani ti cercano ancora...

voglio baciare il tuo seno
riempirti di brividi sulla schiena
rotolare nel tuo sudore,
farti gridare ancora....

E le mie stelle dove sono stanotte?...

Frugo nelle tasche,
ho solo briciole di pane
sassi nelle scarpe,
carte di caramelle...
ed occhi da chiudere.

mercoledì 1 settembre 2010



Ci incantiamo a guardare il fuoco
bruciare l'albero casa...

Nel buio rilanci i dadi della vita...
tu sai viaggiare oltre il confine imposto dal silenzio
...e a me
sai dirmi quando smetter di morire.

Non verrà altro febbraio vano
dopo che l'ultimo ghiaccio sarà disciolto
colorando d'argento il tuo seno...

e dirsi t'amo sarà l'unico fiato
da aggiungere ai nostri sospiri.

gli echi del passato



I miei pensieri sono ricami d'orlo intrecciati nella trama della vita, nulla a che vedere con l'immenso a cui so solo ispirarmi, nulla a che fare con i sogni belli... solo incubi da condividere per sentirne meno il peso. In silenzio si ascoltano meglio le paure, quelle che di giorno non si possono mostrare a nessuno per non inciampare e cadere. Sento in lontananza un bambino con le ginocchia sbucciate che corre con la sua bici senza più fiato, ma non rinuncia a quel vento che gli rinfresca il corpo bruciato di febbre. Sento gli echi di una madre che grida disperata tirandogli i capelli, per poi piangere la notte di nascosto... Sento le botte dei compagni e la sua pelle lacerata dal cemento sul quale viene schiacciato e le risate idiote di quelli che stanno a vedere... sento la sua voglia di vendetta e di morire... sento quel ragazzo ormai uomo “incompleto”... lo guardo negli occhi e gli dico di non disperare perché il passato è passato, anche se graffia dentro.

Se solo egli potesse sentire ciò che vede e vedere ciò che sente!

martedì 31 agosto 2010




Lo hai mai fatto
quel gioco del cuore
con le mani?
Ci puoi racchiudere ciò che vuoi...

Ma come faccio a racchiuderci l'universo?

Guarda, fai come me,
inquadra la Luna e...
chiudi gli occhi.
Che cosa vedi ora?

Vedo lei.

Ecco... Non è difficile.

lunedì 30 agosto 2010

Era domani


E poi il cielo nascose la sua Luna
chiuse il sipario
spense le stelle, una ad una
e attese nel silenzio…
restò solo un pensiero a fiatare quella notte…
e
cercò il sole…
era così distante… era il sogno
era… forse era domani!

giovedì 26 agosto 2010

L'ultimo bacio



Potrei mai dimenticare il turbinio volitivo delle nostre impressioni di settembre?
Potrei innamorarmi del vuoto che compone la distanza tra di noi?
Il cielo incanta nel suo chiarore, stasera... ha la luna grande immersa tra le stelle
ha l'aria fresca e la voglia di volare
ha il tuo profumo...
e non bastano le note di questo piano per accompagnare le corde del tuo violino
e non basta la sapienza ottusa di ciò che si può realmente vivere e non vivere...
e non basta cancellare, scrivere e cancellare per non volerti accanto...
Dimmi
per te sono solo vento?
Hai un pennarello anche tu
scrivi la tua crocetta sul mio nome se mi vuoi
ma se non mi vuoi,
traccia una linea tagliente come una lama che spezzerà a metà il mio cuore
... magari con un bacio... un solo bacio prima di morire “ancora” per sempre.

mercoledì 25 agosto 2010

Mi hanno detto,
non giocare con i sentimenti
non li esprimere… mai,
potresti ferirti…

Ora… non ho più cerotti.

Chi me ne presta una scatola?

Dove finisce il mare + Strano ragazzo

Li dove finisce il mare c’è uno scoglio nero, pieno di dubbi, con tanti cuori aggrappati su e chiusi con lucchetti neri…
li, dove finisce il mare l’acqua lambisce i piedi di coloro che siedono sulla riva e guardano quei frutti di mare appesi, ma non si ricordano più cosa sono e a chi appartengano.Un ragazzo ha un vistoso tatuaggio sul viso, un disegno che indica le linee del caos. Brandisce un manico di una canna da pesca rotta come fosse un manganello e lo rotea, lo fa tintinnare solo per udirne il suono. Un suo amico gli parla, lo insulta, uguale come un clone ma senza disegno sul viso… e si buttano in acqua, e gridano, e … sembrano inutili.
Li guardo da lontano, guardo lo scoglio, scorgo un angolo rosso che ancora sembra pulsare… sembra. Essi non lo sanno che ho appeso anch’io il mio cuore a quello scoglio, non sanno cosa sia. Io ancora lo riconosco, come un’eco del passato, ma se lo guardo sparire a tratti e a tratti apparire entro quelle acque grigie, mi vien voglia ti tuffarmi per recuperarlo e metterlo in petto ancora, sperando che batta, almeno nella punta in cui si intravede il sangue scorrervi… ma esso e fuoriero di ricordi che fanno male ed emozioni… non sia mai che esse prevalgano sulla ragione.
Lentamente sto annegando, dimenticando… ho ceduto le mie ali ed ora sono come gli altri, un gabbiano che litiga per un pesce marcio… ho ceduto le mie ali per un pezzo di cibo, le ho cedute a chi non sapeva volare.



—————————————-

C’e un ragazzo come me che alla notte mi guarda e si riflette negli occhi miei. È uno strano ragazzo, dal fare inquieto e dalle parole diverse. Se ti guarda ti trasmette insicurezza, se ti tocca ti da un misto di dolcezza e amarezza, se ti accarezza vorresti scappare perché mette a nudo la tua anima.
Egli ha l’abitudine di rivelarsi solo alle persone capaci di sopportare la sua vista, ma è spesso incerto perché sa di poter ferire. Quasi nessuno riesce a sopportare la vista della propria anima, ma è raro ch’egli accarezzi qualcuno, perché i più scappano prima. Sceglie parole piene di sensazioni per esprimersi, non potrebbero essere differenti per lui perché le parole giuste lo nasconderebbero.
Odi e lodi… egli ama l’Amore.
È proprio uno strano ragazzo, nulla a che vedere con noi… nulla.
Perché sceglie me per manifestarsi non lo so, io gli do solo un passaggio quando ne ho voglia, ma spesso lacera anche me.
Non sopporto più la sua voce, le sue mille parole sagge, la sua innaturale bellezza d’animo. Così chiudo porte e portoni per nasconderlo, per non ascoltarlo, ma egli è saggio, sa aspettare e quando meno te lo aspetti c’è.

Così vago
Così puro
Manifesto amore
Dimenticato suggello
Distruttore ambiguo

Il piccolo cristallo sfaccetta la grande luce…
Il piccolo cristallo sfaccetta la grande luce e la rende colore.È un ragazzo da dimenticare, isolare, non ascoltare… eppure se lo si ascoltasse saprebbe parlare di mondi invisibili come lui, mondi impensabili, dove regna la pace e il caos assieme, dove tutto è fermo e tutto muta. Mondi che non hanno porte ma specchi da attraversare e se per caso t’imbatti nel tempo verticale, esci per non tornare.
Questo ragazzo è pericoloso come il vero amore… non si può ascoltare.

elegia

Ci siamo stretti attorno al focolare della vita
per paura di perderla… abbiamo parlato al passato
ma tutto è presente, eterno
come il suo sorriso

il telefono squilla e tace
lei sospira, apre la bocca per parlare
ma resta sospesa a non declamare
elegie che strappano il cuore…

io, principe di nulla
non ho nessun orario o treno da prendere
quindi discendo la notte
e chiudo le mie ali per non tremare.
E ci incantammo anni
disperdendoci in pensieri tesi
dove le foglie morte galleggiano nel nulla
e le mani stringono aria gelida…

un tiepido sorriso aprì un varco alla speranza
(luce di notte
luna che fende il deserto…)

Due labbra tremarono
sussurrando t’amo…
e nulla esistette più.

Quando lo illumini il deserto
vedi che è solo sabbia.

Il ventre della notte



E si stendevano sul treno adagiato in ventre alla notte…
nulla scalfiva il silenzio dei pistoni spingenti le ruote…
nulla…
un solo pensiero, nero come la pece, attanagliava e ringhiava…

“mamma, guarda una stella…”
“vieni qui piccola mia, vieni tra le mie braccia e chiudi gli occhi,
lo sai che le stelle non esistono.”

Corrado

Volare senza planare

Non v’è abbastanza cielo per distanziarci stanotte,
dimmi che alle ali delle rondini sei aggrappata
perchè possa vederti apparire appena viene primavera?
Frantumerò la mia realtà in chicchi di pensieri
raccogliendoli nella scatola dei ricordi più belli per fartene dono…
il mio cuore ha pochi battiti stasera
è chiuso ne…lla malinconia,
nel domani negato da paure che sono ormai baluardi d’antichi canti d’abbandono…
ecco,
è il mio cuore,
è per te, pieno di amore e speranza,
ma anche tanto dolore che non posso dimenticare…
e se lo vuoi,
se tu lo vuoi sempre con te,
devi volare,
perchè planare dal mio cielo strano,
non posso più senza precipitare.

soldatino di piombo

Or che la notte scolora in silenziosi fruscii ventosi
ripongo nel mio ventre tutte le violenze che il mondo ebbe a riservarmi
e al bordo del fiume che sgorga dalla mia anima lascio scivolare barchette di carta con soldatini di piombo
quelli tristi che non combatterono mai in me…
“io non mi difendo per scelta” dissi a…l mio nemico mentre mi colpiva e io l’amavo…
passarono gli anni che fecero di me un uomo sbagliato, un suonatore di accordi inascoltabili…
e ammutolii in un silenzio grande…
ora che sorrido a macchie, ora che lancio barchette vuote dentro quel fiume, vorrei riempire d’amore i miei giorni amore da ricevere senza perché…
senza dovermi difendere con un nuovo silenzio
ma raccontare il sole e quanto esso possa brillare se si riesce ad ascoltare…

Distanti

Alle porte della notte
evanescente come un pensiero d’amore distante
discende un fiume di petali di stelle scintillanti
e mi stringe forte
come si stringe un amante che non si vuol lasciare…
Ella è!
Ella mi chiama, sorridendo, dimenticando…
Io scivolo camminando a tentoni…
io nulla,
annientato e buio…
Balliamo…,
è notte,
è freddo, ho solo lei, il suo calore,
il suo seno per dissetarmi… e un domani pieno di nulla.
Mi lascio scivolare dentro quel fiume…
non posso più pensare… ho sonno
e un abbraccio di stelle… distanti!

Incompleto

I miei pensieri sono ricami d’orlo intrecciati nella trama della vita, nulla a che vedere con l’immenso a cui so solo ispirarmi, nulla a che fare con i sogni belli… solo incubi da condividere per sentirne meno il peso.

In silenzio si ascoltano meglio le paure, quelle che di giorno non si possono mostrare a nessuno pe…r non inciampare e cadere.

Sento in lontananza un bambino con le ginocchia sbucciate che corre con la sua bici senza più fiato, ma non rinuncia a quel vento che gli rinfresca il corpo bruciato di febbre. Sento gli echi di una madre che grida disperata tirandogli i capelli, per poi piangere la notte di nascosto… Sento le botte dei compagni e la sua pelle lacerata dal cemento sul quale viene schiacciato e le risate idiote di quelli che stanno a vedere… sento la sua voglia di vendetta e di morire… sento quel ragazzo ormai uomo “incompleto”… lo guardo negli occhi e gli dico di non disperare perché il passato è passato, anche se graffia dentro.

Se solo egli potesse sentire ciò che vede e vedere ciò che sente.

Sipario

C’era un sogno
ancora da sognare
in cui fiumi d’oro e lamé
brucavano le montagne
inabissandosi poi in valli verdi e azzurre
fino a mari di corallo…

C’era un sogno
ostinatamente vivo
a chiuder lo sfondo
prima che il sipario
separasse il legno dai piedi
e le scene si scoprissero di cartone…

C’è ora silenzio
dopo il clangore
degli addetti agli arredi
che uno sceneggiatore attento
dirigendo ad arte
ha posto a riposare…

Calpesto quello spazio vuoto
mi cingo le mani alle mie mani
scavalco ostacoli immaginari
che fingo di vedere
per non ammettere
e… non tacere.

Il treno



Il treno in lontananza riporta i pensieri dimenticati dentro di me...
il rumore del ferro che rotola cinge d'assedio la mia libertà...
sarà questa terra luccicante di tutto ciò che desidero,
il sole, la neve, la natura, la libertà...
sarà l'inganno transitorio di esserci...
gustandosi fino l'ultima goccia la notte di luna...
saranno le mie gambe stanche per salire fino al paradiso
o sarà quel ferro che continua a rotolare su rotaie lontane
che fa soffrire il mio cuore,
triste per l'ora d'aria già consumata.

Corrado

Il paradiso non è qui


Quattro buste di sale ammontinate
quattro gocce di lacrime scintillanti
quattro giorni di malinconia...
Discendere e ritornare
è come l'energia oscura della mente
regista oscura
di un film che ancora gira in bobina...
e pensare a quel blu che circonda gli occhi
di una strega [fata]
è un morso allo stomaco che mi urla mai...
vivere mai...
felice mai...
volare mai...
amare... mai!
Il ghiaccio tinttinna nel mio bicchiere
ed io mando giù veloce
per non pensare al paradiso
nella banalità di questo inferno.

Corrado