mercoledì 29 settembre 2010

Incontrerò sempre qualcuno che ride di me, è il mio destino.
Mentre leggevi quelle parole uscite dal mio cuore, facevo fatica a sorridere per non emozionarmi, perché sapevo che era inutile. Non pretenderò mai che il suono dell’anima possa piacerti o piacere a coloro che negano alla propria anima d’esistere. Il sole ha la brutta abitudine di sorgere lo stesso, comunque la si pensi in proposito. C’è chi sa scorgere nella sua luce, mille sfumature diverse e nelle sue ombre, interi universi paralleli. Ma tu non vai più in la del piatto in cui mangi e questa cozzaglia di parole ti sembrano solo tristi momenti di un pazzo. Forse è così, forse hai ragione tu, ma almeno non ridere della mia pazzia, non ti chiedo più di questo.
Ho poco tempo per vivere di poesia, passo tutto il giorno a riempire il mio piatto, ma la mia anima ha sempre più fame e non la posso ignorare come fai tu.
Siamo diversi, come può esser diverso un sasso da un lago, non chiedermi perché, rideresti della mia risposta.

Corrado
04/03/2007

sabato 18 settembre 2010

Passo per passo



Segretamente dondolante
incerto su ogni passo
non darlo a vedere
e sorridere con lacrime dentro,

ardentemente divenire luce
illuminante il nero
ma ingoiare buio
nascondendo le labbra,

ed essere comunque romantici
conquistatori di stelle
anche senza le ali
per volare da esse.

Rispettare l’ordine del capitano
per andare avanti,
"ad ogni passo
un passo seguente!"

© 13/02/2007

venerdì 17 settembre 2010

Pensandoti


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Poesia letta magicamente da Roberta Calce


Domani è troppo tardi per amare
oggi, troppo presto…

E guardo i tuoi occhi cambiar colore
mentre mi parli dei tuoi sogni…
e ascolti la mia voce parlare
della notte che non sai vedere…

Oggi è troppo tardi per sperare
domani, troppo lontano…

E metti le tue mani sui miei occhi
poi chiedi a cosa penso
e, baciando le tue dita rispondo
“a Te”.

lunedì 6 settembre 2010

Il mestiere di poeta






Ecco…
Parole scivolano lungo strali
e arabeschi di vita,
puntigliose e vaghe, talune e tal altre
si uniscono nell’officina dei sentimenti
e mescolate in versi
profondono poesia…



or odo
or no,
or dico
or taccio…
e giocando con le parole
compongo versi
che esso è …il mio mestiere.

sabato 4 settembre 2010

I migliori del mondo



Com’è triste l’abbaglio che viviamo
nelle terra che calpestiamo…
“Mondo”…
un duro sudario
datoci in cambio del nostro cuore…

per quanto tempo dovremo morire ancora
prima d'imparare a vivere?

Poi siam logici pensatori
matematici calcolatori
senza pietà verso altri simili a noi
e ci crediamo migliori
senza pensare che se
tutti noi siamo migliori
non esistono i peggiori…

Siamo stupidi
i migliori stupidi del mondo.

giovedì 2 settembre 2010

Le mie stelle


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Poesia letta magicamente da Roberta Calce

Le mie mani ti cercano...

Quel ballo nella notte
in una piazza vuota...
te lo ricordi?
Abbiamo girato per negozi
mangiato caramelle
inciso panchine di legno con cuori affiancati
trafitti dalla stessa freccia...

E le mie mani ti cercano ancora...

voglio baciare il tuo seno
riempirti di brividi sulla schiena
rotolare nel tuo sudore,
farti gridare ancora....

E le mie stelle dove sono stanotte?...

Frugo nelle tasche,
ho solo briciole di pane
sassi nelle scarpe,
carte di caramelle...
ed occhi da chiudere.

mercoledì 1 settembre 2010



Ci incantiamo a guardare il fuoco
bruciare l'albero casa...

Nel buio rilanci i dadi della vita...
tu sai viaggiare oltre il confine imposto dal silenzio
...e a me
sai dirmi quando smetter di morire.

Non verrà altro febbraio vano
dopo che l'ultimo ghiaccio sarà disciolto
colorando d'argento il tuo seno...

e dirsi t'amo sarà l'unico fiato
da aggiungere ai nostri sospiri.

gli echi del passato



I miei pensieri sono ricami d'orlo intrecciati nella trama della vita, nulla a che vedere con l'immenso a cui so solo ispirarmi, nulla a che fare con i sogni belli... solo incubi da condividere per sentirne meno il peso. In silenzio si ascoltano meglio le paure, quelle che di giorno non si possono mostrare a nessuno per non inciampare e cadere. Sento in lontananza un bambino con le ginocchia sbucciate che corre con la sua bici senza più fiato, ma non rinuncia a quel vento che gli rinfresca il corpo bruciato di febbre. Sento gli echi di una madre che grida disperata tirandogli i capelli, per poi piangere la notte di nascosto... Sento le botte dei compagni e la sua pelle lacerata dal cemento sul quale viene schiacciato e le risate idiote di quelli che stanno a vedere... sento la sua voglia di vendetta e di morire... sento quel ragazzo ormai uomo “incompleto”... lo guardo negli occhi e gli dico di non disperare perché il passato è passato, anche se graffia dentro.

Se solo egli potesse sentire ciò che vede e vedere ciò che sente!