martedì 28 dicembre 2010

Reload



La mia inquietudine si tinge di blu notte,
ed avvolge eventi e luoghi già stanchi
la voglia di corre e gridare
giace sotto un manto di ghiaccio pece
come colore di un arcobaleno senza luce...
i fantasmi che mi inghiottono
non hanno nome,
quando ritornerà il sole
troverà inerme cuore fermo
orologio senza pila
senza Stelle
...
a ripetere
si sentirà solo un click
di un infinito reload.

Corrado
29/12/2010

venerdì 10 dicembre 2010

RIFLESSIONI D’AUTUNNO A VENIRE (2004)

- I –


Ho cominciato a copiare
foglie secche e sassi
prima che il vento diventasse umido…
oggi il mare mi bagna i piedi,
ma vorrei aver taciuto.


Il sapore di una gomma americana
allevia la tristezza di una notte
e nel cielo scorgo lampi di luce
o forse…
ho solo denti più bianchi.


Da piccolo giocavo coi soldatini,
perdevo sempre… apposta
per non sentirli gridare (-un gioco scemo!-)
“un perdente non è importante”
si mescola con la folla…
ed ora che ho scritto
senza parlare affatto
mi credono poeta, quindi vincente
ma non ho mai vinto,
non lo so fare (dovrei gridare).


Ho il simbolo del successo
disegnato sulla lavagna magnetica
è meglio che inizi da li
a rimettere a posto le cose…
presto si dimenticheranno
della mia faccia stampata sul giornale…


- sto già cogliendo nuove foglie da copiare –


- II –


I ciarlatani
mi guardavano come un babbeo
che si mangiava le unghie,
e giocavano a morra
sulla passerella della nave…
a bordo li ho visti ubriachi
di schiuma di birra
davanti le porte dei bagni
che ci dovevi passare su…
ora il traghetto lo prendo in costume
solo per Giglio Porto,
ma come allora
sono il ragazzino che si mangiava le unghie
anche se dormo poco la notte
per parlare di me…


Perché lo faccio?
Potrei guardare grande fratello
come tutti,
ma mi annoia… mi annoia a morte
come il sax lagnoso
che sta girando sul mio piatto…


vado via… vado via stasera
forse sono solo stanco.


- III –


Oltre ogni tempo…
oltre ogni increspatura sulla mia mano
nel ricordo di attimi non spesi
ho confezionato schemi e tracce
per rendere sicuro il sentiero
dimenticando i tratti somatici
della vita.


Ho chiuso per troppo tempo
l’anima nel cassetto
ignorando il suo bussare
e il vedere la vita come una gara
non mi ha aiutato.


La vetta Vettore non è facile
la neve su ciottoli molli
rende pesanti i passi
e lo spettacolo in vetta è deludente
tanto da dire…
“chi me lo ha fatto fare…”
Poi a distanza di anni
ne senti il gusto del ricordo
che riempie di nostalgia;
Così è spesso la mia vita
senza accorgermi che è bella
ne guardo gli spigoli.


Oggi la nebbia bassa
ha reso l’alba un mare sopra gli alberi
e l’ho trovato splendido…
…”magari sul vettore
bastavano scarpe migliori”.


- IV –


Negli oscuri presagi
si spengono le cicatrici della vita;
per porta rotta il cuore,
per scrigno il mare
e le memorie divengono presente.


Vincere sempre
ho ripetuto al ragazzo timido
non cedere mai alle difficoltà…


Poldo era lì come ogni giorno
ad aspettare una carezza
e la ragazza bionda ci parlava,
lo baciava e si lasciava leccare.
Poldo è lì come ogni giorno
che aspetta una carezza
…gli basta!


Non vittoria ma gioia…
non vittoria ma gioia…
vado ripetendo ora al vento,
attenderò anch’io una carezza
assieme a Poldo


- V –


Uno strano pentagramma
di note mai ascoltate
incalza e mi fa ascolto
mentre parole di speranza
si sovrappongono.


Eravamo scaltri e furbi
ma non ho saltato la fontana;
Max non aveva paura mai
e bagnato piangeva freddo
sotto il paltò.


Essere prudenti sempre
vale solo per me,
negarsi esperienze tristi
è vivere poco!


Vorrei tornare indietro
e fare quel salto
anch’io

(com’è freddo d’inverno
…aspetto e… verrà!)

 LE FOGLIE SECCHE


Poche macchine sfrecciano veloci sulle strade vuote quasi come se hanno fretta di passare di la…
Le foglie caduche hanno già cominciato ad imbrattare il selciato creando un mantello e vengono sollevate in rivoli quando le gomme veloci le calpestano. Io sto bene lì, in quella terra di mezzo sospesa tra la città e la campagna. Una terra di nessuno che va bene per rilassarsi e restare solo con la malinconia. È un malessere che non riesco a dimenticare, forse indispensabile per me e non riesco ad immaginarmi senza esso. La ragazza coi capelli rosso rame percorre la mia strada al contrario e quando la incontro mi sorride senza parlare. Un cenno di saluto basta per creare un intesa silenziosa…
Mi dirigo verso il fiume mentre la notte si fa sempre più presente. Il fiume mi accoglie col suo lento scorrere e le acque limpide. Un masso sulla sponda diventa il mio sgabello per tirare sassi in acqua e raccogliere ramoscelli umidi. Ogni tanto intravedo il rapido guizzo di un pesce. Pochi minuti ancora e poi l’unica luce in cielo verrà dalla Luna e dalle stelle. Quando ero piccino attraversavo questo fiume con le ciabatte di plastica e c’erano tanti pesci piccoli e pescatori silenziosi.


A volte mi fermo a ricordare eventi del passato perché nel presente mi trovo spesso a disagio e nel futuro non posso andare. Ma è pensando al passato che si progetta il futuro.
Da piccolo mi lasciavo vincere dai bambini gradassi e per il fisico debole e per la malattia, non venivo mai considerato uno di loro o al limite mi sopportavano. Ho capito tardi che in me c’era la capacità di intuire gli umori di chi mi stava accanto e le ferite si sono accumulate col tempo fin che un giorno decisi che era ora di iniziare a vincere. A distanza di anni tiro inevitabilmente le somme e di progressi ne ho fatti molti, tutti da solo, a volte ho vinto, altre ho perso, ma ora ho più esperienza. Questo schematizzare la vita però non mi ha permesso di fare alcune esperienze per paura di sbagliare e quindi perdere.


Lontano si sentono dei cani abbaiare e un movimento di animali, forse uccelli, tra le fronde.


Ora cerco di superare questo modo di vedere la vita e mi lascio andare a ciò che viene, anche se ancora ho molti schemi da superare…. certo è che la gioia di vivere si raggiunge con la piena consapevolezza di se stessi.
Quante cose mi piacerebbe fare se avessi tempo e soldi, ma anche così, con pochi soldi, mi basterebbe avere solo più tempo, perché quando abbandoni gli schemi del “non sono capace” vorresti recuperarlo assieme alle occasioni perse per averci rinunciato.


In cielo ci sono le Stelle ora , lascio il fiume e percorro ancora la terra di mezzo per tornare al mio veicolo.


Il tempo lascia cicatrici addosso, ma se le guardi bene ti accorgi che sono servite e vorresti fartene altre perché esse sono le esperienze.





domenica 5 dicembre 2010

Mostri nella notte



Ci stanno guardando bimba…
ci stanno riuscendo a cavarci l’anima…
hanno occhi grandi che tutto vedono
hanno mani e artigli enormi…
ci stanno uccidendo bimba…
piano piano come il sangue che cola
mostri che nella notte
ci stanno sopra…
mostri del colore del buio…
di giorno il sole li tiene buoni
ed hanno facce che conosciamo
ma di notte sono incubi e presagi…
ho un pugnale ed un cuscino
si chiamano poesia e preghiera…
li porto con me e li dono
a chi incontro nel cammino…
oggi bimba
li dono a te.

Corrado
11/10/2006 (da L'eco dei miei passi)