lunedì 10 gennaio 2011

Duel (storia birichina)

La gita domenicale che Giulia e Cristiano si apprestavano a compiere era di quelle classiche, direzione San Marino, la piccola repubblica arrampicata su una rocciosa collina.
Erano partiti da Ancona poco dopo le nove di mattina. Il tempo sembrava dei migliori, assenza di nubi, caldo ma non troppo e niente vento, il mix giusto per provare la loro nuova Alfa Mito.
In autostrada c'era poco traffico e immettendosi in corsia Cristiano spinse il motore fino a raggiungere il limite di velocità.
Giluia lo guardò, “Cri, vedi di non beccarti una multa, questa dev'essere una passeggiata, goditi il viaggio e la musica della radio.”
“Tranquilla Giuly, non mi farò prendere la mano da questo gioiellino, è ancora in rodaggio e la tratterò con i guanti.”
Giulia sorrise, poi si appoggiò sul sedile socchiudendo gli occhi.
“Cris, ti spiace se schiaccio un pisolino fino a San Marino? Questa notte ho riposato poco, ho fatto un incubo, ho sognato che tu mi tradivi con un altra e poi una volta svegliata non sono più riuscita ad addormentarmi.”
“Ehi, ma che ti sogni? Non penserai che possa succedere davvero, nooo??”
Giulia lo guardò sorridendo dolcemente, “ma no, certo che no, perchè dovresti farlo?” E dicendo così chiuse gli occhi e si lasciò catturare dal sonno.
Cristiano sintonizzò su una stazione radio che trasmetteva musica italiana. Davanti a lui la strada era libera, solo qualche auto e dei camion con la “d” dei prodotti deperibili che potevano circolare di domenica. Dallo specchietto una Mini cabrio rossa si stava avvicinando nella corsia di sorpasso proprio mentre lui si stava immettendovisi per sorpassare un camion. “Vabbè”, pensò Cristiano, “la Mini rallenterà, ci sono prima io”.
La Mini non gradì molto di dover rallentare la sua corsa e si mise a lampeggiare freneticamente. Cristiano effettuò il suo sorpasso con tutta tranquillità e si riaccostò alla corsia di destra per lasciar posto al conducente impaziente dietro di lui.
La Mini affiancò Cristiano rallentando il suo sorpasso ed egli diede un'occhiata distratta al conducente della Mini... era una conducente, una ragazza dai capelli rossi come la sua cabrio, che lo fissò per alcuni secondi e poi gli lanciò un bacio dando gas per allontanandosi dalla Mito.
Cristiano guardò Giulia che dormiva profondamente, non si era accorta di nulla altrimenti si immaginava già la scenata che gli avrebbe fatto.
Passarono altri minuti e lui si era già dimenticato dell'episodio, non teneva un'andatura elevata, era semmai di poco sopra il limite di velocità tanto di pattuglie non se ne vedevano in giro. Superò ancora qualche auto, un paio di camion e... incredibile ma vero tra due camion c'era la Mini che aspettava per potersi immettere nella corsia di sorpasso. Lui la sorpassò assieme ai due camion senza degnarla nemmeno di uno sguardo poi diede gas portando l'auto a 150 chilometri orari. Pensava così di lasciare una bella distanza dalla giovane fanciulla che l'aveva sorpassato prima, meglio essere sicuri, pensò, fosse una mezza pazza.
Dopo circa mezzora di quell'andatura rallentò, portandosi sotto i 130. Nel frattempo Giulia stava dormendo alla grande. Cristiano era ormai tranquillo di aver lasciato alle spalle la ragazza della Mini, ma si sbagliava, fu costretto a rallentare per un autobus che sorpassava una carovana di camion e dietro di lui si materializzò di nuovo la Mini rossa. A questo punto la sfida era aperta, la ragazza lo sorpasso sorridendogli. Cristiano le si incollò dietro e spinse l'auto a 160. La mini tenne il passo e più lui accelerava, più lei dava gas. 170... 180... questa è follia, pensò Cristiano, lasciò l'acceleratore e fece allontanare la Mini.
“Te la do vinta” sussurrò a mezze labbra, “ma solo perchè sei pazza”.
Giulia fece una smorfia, forse aveva sentito ma riprese a dormire.
Dopo alcune decine di chilometri ecco di nuovo la Mini che procedeva ad andatura molto ridotta.
“Ma questa ci fa apposta allora” pensò, e gli si mise dietro adeguando l'andatura. La ragazza si stava aggiustando il trucco dallo specchietto retrovisore, facendo platealmente vedere le sue labbra in un bacio riflesso. Cristiano le sorrise stavolta e come fece lei la prima volta, le lanciò un bacio e diede gas sorpassandola di nuovo.
L'ultimo sorpasso fu della ragazza con la Mini perchè erano arrivati di nuovo a velocità folli e Cristiano desistette di nuovo attorno ai 170 chilometri orari.
Finalmente arrivati al casello di Rimini Sud la gara cessò. La Mini e la Mito si avviarono verso la coda in uscita entrambi allo stesso casello. Lei abbassò la capote dell'auto, e Cristiano poté vedere finalmente il suo avversario in tutta la sua avvenenza. Indossava una scollata camicetta bianca che lasciava intravedere un reggiseno rosso.
Giulia nel frattempo si era svegliata.
“Cristiano, ma siamo già arrivati? Non avrai per caso corso?”
“Ma no Giulia, non c'era traffico per niente, per questo siamo già arrivati.”
La ragazza della Mini, davanti a loro li stava fissando dallo specchietto senza muoversi. Si stava mettendo il rossetto.
Giulia esclamò, “ma cosa fa quell'auto? Perchè non si muove?”
“Che ne so io” rispose Cristiano, avrà qualche problema al motore.
“A me non sembra” disse Giulia, “si sta rifacendo il trucco quella.... suonagli!”
La ragazza si alzò per accostarsi al retrovisore e baciò il vetro lasciandoci il segno delle sue labbra, poi si diresse al casello e pagò dissolvendosi nel traffico.
Giulia guardò enigmaticamente Cristiano, il quale alzò le spalle dicendo solo, “la gente è matta”. Ingranò la marcia e si diresse al casello anche lui,
tra Giulia e Cristiano calò uno strano silenzio....




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Corrado Muti
02/01/2011